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Sveliamo i segreti dell’azienda emiliana Fini: come nasce il tortellino

La scorsa settimana ho avuto la fortuna e il privilegio di passare una giornata all’interno dello stabilimento che produce i tortellini del notissimo marchio Fini, una giornata che mi ha insegnato molto sugli standard di qualità, sulle procedure adottate nella lavorazione degli impasti e dei ripieni e su tutto il ciclo produttivo a partire dalla farina di base fino all’ottenimento della confezione pronta per la vendita.

Prima di diventare mamma, ho lavorato alcuni anni in un’azienda farmaceutica in Svizzera dove venivano prodotti farmaci a base di ormoni per gravidanza e menopausa e, dal momento che le regole igieniche tra uno stabilimento farmaceutico e uno alimentare si somigliano moltissimo (in alcuni passaggi particolarmente delicati del processo produttivo farmaceutico gli standard sono ovviamente più stringenti), non ero del tutto estranea a quel mondo, tanto che la cuffietta in testa non mi ha messo poi così a disagio. Mi sono giustamente risparmiata il selfie come sacrosanto rispetto nei confronti della pubblica decenza 😉

Ciò che mi ha colpita più di tutto durante il tour è stata la pulizia degli spazi e l’ordine. Ci è stato spiegato che l’azienda viene frequentemente sottoposta a controlli a sorpresa, per cui è indispensabile che in ogni momento della giornata vengano sempre rispettate rigidissime regole organizzative: e pare che il veterinario che si occupa di effettuare i controlli non sia uno che si lascia sfuggire le infrazioni… ma io non vi ho detto niente! 😉

Che prodotti vengono utilizzati per produrre i tortellini freschi Fini?

Cristina Galli, responsabile del controllo qualità, ci ha spiegato che si parte da materie prime di alta qualità, mortadelle, prosciutti, farine che provengono da allevamenti e coltivazioni controllati. I prodotti, per quanto possibile, arrivano dall’Italia, ma alcuni altri devono necessariamente essere importati da altri paesi che hanno le caratteristiche climatiche e ambientali più adatte a garantire una migliore qualità finale, come ad esempio i pistacchi.

Le farine utilizzate sono in parte di grano tenero e in parte di grano duro, le uova italiane vengono pastorizzate prima di entrare nella catena produttiva, al fine di abbatterne la carica batterica che potrebbe guastare la lavorazione.

Una volta avvenuta la miscelazione degli ingredienti che vanno a formare l’impasto, quest’ultimo subisce un procedimento chiamato di “estrusione”, ovvero passa attraverso una serie di presse che eliminano l’aria dall’impasto e creano una sfoglia perfetta già pronta ad accogliere il ripieno.

Le macchine poi inseriscono il ripieno nella sfoglia, tagliano e arrotolano il tortellino affinché siano tutti della stessa dimensione e con le stesse qualità. I ripieni possono essere di diverso tipo, ma quello più utilizzato e caratteristico è certamente di tipo secco e comprende tra gli altri ingredienti la mortadella e il prosciutto tritato.

Lungo la catena di produzione, gli addetti controllano i tortellini e scartano quelli non perfetti che vengono poi eliminati.

tortellini Fini 2

Una volta formati, i tortellini vengono poi pastorizzati ad una temperatura che deve raggiungere i 75°C al cuore del prodotto  e a questo punto della lavorazione sono già commestibili.

Io avevo una fame pazzesca a sentire quel profumo buonissimo di pasta fresca che mi accompagnava ovunque e non ho saputo resistere, gli ho dato un assaggino 😉

tortellini Fini 3

Devo dire che il gusto era già molto buono, forse un po’ asciutto. Una salsina di contorno ci sarebbe stata tutta. Ma chiaramente non potevamo banchettare di fronte alla catena di montaggio…

I tortellini vengono poi confezionati e sono pronti per essere cucinati.

Tutto il percorso è stato scandito da quella che è la mission dell’azienda: “Nonsolobuono” significa rispetto per le tradizioni pur andando alla ricerca di innovazione, significa cura del territorio e selezione delle materie prime perché quello che succede a tavola è solo la conclusione di un processo molto più grande e importante in tutte le sue parti. Come la filosofia Fini insegna: oggi non basta più che un prodotto sia buono, c’è bisogno di molto, molto altro #nonsolobuono.

Alcune ricette da fare direttamente in padella

Con nostra estrema felicità, il tour si è concluso nella cucina del bravissimo chef Mirko Pinna. Sia chiaro, non dico che è bravissimo perché è un mio compaesano (noi sardi siamo ovunque!), anche se devo ammettere che un po’ ha influito J

Mirko ci ha suggerito alcune ricette per cucinare i tortellini freschi e gli gnocchi ai cereali della linea “Gusto e benessere” direttamente in padella. Beh, in effetti ha fatto molto di più che suggerire, ha letteralmente cucinato per noi!

Che dite, vi sta venendo fame?

Ecco le ricette tutte da copiare.

https://www.facebook.com/latorredicotone/posts/1012054625533777

https://www.facebook.com/latorredicotone/videos/1011566255582614/

Se volete un consiglio, per un pranzo o una cena alternativi e sfiziosi provate gli “Gnocchi di patate ai cereali”, resterete stupiti da gusto e consistenza.

I prodotti della linea “Gusto e benessere” sono realizzati in modo nutrizionalmente bilanciato per garantire un minor apporto calorico di grassi al piatto e comprendono anche prodotti adatti ai vegetariani. I ravioli alla ricotta e ortiche erano da leccarsi le dita! Potete visionare i prodotti della linea “Gusto e Benessere” sul sito Nonsolobuono.it

About Carla Medda

L’essere diventata mamma per me è stata una grandissima opportunità di crescita personale e professionale. Il mio blog è la mia seconda anima, la vera essenza di me. Grazie a lui ho imparato tanto, sia sul lavoro che sulle relazioni personali. Un amico che, spero, mi accompagnerà ancora per tanti anni.

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