mercoledì , 21 novembre 2018
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#esperienzacreativa con disegni invisibili, spugne e tempere

#esperienzacreativa con disegni invisibili, spugne e tempere

#esperienzacreativa con disegni invisibili, spugne e tempere È da un po’ di tempo a questa parte che sto cercando di guardare alle mie bimbe con un occhio un po’ meno da mamma e un po’ più attento alla loro personalità. Vi chiederete, che cosa c’entra questo con i colori, le spugne e i disegni invisibili?

Se non continuate a leggere l’articolo, non lo scoprirete mai! 😉

Mi sono accorta di esagerare con la visione soggettiva che ho di loro da non troppo tempo a questa parte, frequentando parchi e altri luoghi di incontro dei bambini nel doposcuola. Con la grande, in particolare, sono sempre stata molto attenta a tutto. Da piccola seguivo alla lettera le disposizioni del pediatra sull’alimentazione e guai a sgarrare anche di un solo giorno la dieta! Ho sempre fatto attenzione che non si sporcasse le mani, mi spaventavo esageratamente quando cadeva per terra, facevo molte scelte in sua vece anche quando, magari, lei sarebbe stata perfettamente in grado di farlo in autonomia.

La bimba è cresciuta benissimo, per carità, ma ha assorbito le mie paure fino a trasformarle in sue insicurezze. Ogni piccola caduta è anche un piccolo trauma, una carezza data alla sorella più piccola è una carezza negata a lei e da qui si stagliano gelosie e litigi.

La bambina che io conosco però, quella dolce, sensibile, ed educata, si trasforma completamente in compagnia dei suoi amichetti. Là fuori diventa una furia, si scatena, non si lamenta se si fa male, si fa rispettare ed è benvoluta da tutti.

Ho dedotto quindi che lei con me non si comporta in modo naturale, ma fa ciò che pensa possa garantirle più affetto, ciò che io mi aspetto che lei faccia.

Quando ho realizzato di non conoscere davvero mia figlia per me è stato un colpo. Ho pensato quindi di osservarla quanto più possibile e, prima di tutto, starla ad ascoltare. Siamo ripartite dalla base, praticamente dalle presentazioni. Come si chiama e quanti anni ha sono informazioni che già conosco, quindi le ho chiesto:

“Qual è il tuo colore preferito?”

Non ho perso tempo, ho tirato fuori le tempere dal cassetto, sistemato la tavola e ci siamo sedute una di fronte all’altra con la più piccola a capotavola nel suo seggiolino. Non volevo però chiederle di farmi un disegno o di dipingermi un soggetto, so già che avrebbe cercato di accontentarmi disegnando la mamma e il papà che si tengono felici per mano, o lei e me dentro un cuore che ingombra tutto il foglio. So che sono comunque riflesso dei suoi sentimenti verso di noi, ma questa volta volevo distogliere l’attenzione dal disegno in sé e osservarla usare i colori, solo questo.

Le ho dato i fogli, ho spremuto un set variegato di colori su alcuni piatti di carta, le ho fornito delle spughette al posto dei soliti pennelli. Ciò che lei non sapeva, però, è che i fogli erano sì bianchi, ma nascondevano un segreto: qualche ora prima, con l’ausilio di una candela di cera bianca, ho fatto dei disegni di alcuni personaggi dei cartoni animati che più le piacciono.

Passando sopra al foglio con la spugna intrisa di colore, il disegno emergeva con suo grande stupore.

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Da quel momento è stato divertimento puro, ha praticamente divorato i fogli che le ho dato provando l’effetto con vari colori, tamponando e sfregando con le spugne. Si è dimenticata di tracciare le linee, di seguire i suoi schemi, si è dedicata interamente ai colori e al loro effetto sul foglio.

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La piccola è stata un po’ di tempo a guardare la spugna non sapendo bene che farci ma, una volta vista la sorella, non ha perso tempo ed è partita alla scoperta del disegno sottostante.

È stato meraviglioso osservare quali colori usasse, molto diversi da quelli scelti da noi per i suoi vestiti: giallo, blu, rosso, verde, arancione… Del rosa non c’era traccia, né del fucsia né dei colori pastello in generale, eppure c’erano anche quelli sulla sua tavolozza!

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Forse non è la bambina timida e insicura che ho sempre creduto che fosse, forse la sua personalità ce l’ha ed è anche una personalità forte e decisa.

Oggi posso dire di conoscere un po’ meglio mia figlia. Forse non ho capito quale sia il suo colore preferito ma una cosa è certa: NON è il rosa!

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Se hai letto fin qui, forse ti farà piacere lasciare un commento e raccontandomi della tua esperienza. Tu, diversamente da me, hai saputo ascoltare tuo figlio e imparare a conoscerlo per ciò che è? Mi farebbe piacere leggere altre storie <3

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Leggete l’#esperienzacreativa di mamme creative sul sito Filastrocche.it

 

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